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Sottodominio

Un sottodominio è una parte gerarchica di un nome DNS posta a sinistra di un dominio di livello superiore, come shop.example.it o blog.example.it. In questi esempi, shop e blog sono etichette subordinate rispetto a example.it. I sottodomini permettono di organizzare servizi, applicazioni, ambienti o contenuti senza registrare ogni volta un nuovo dominio. Possono essere gestiti nella stessa zona DNS del dominio principale oppure delegati a nameserver differenti, secondo esigenze tecniche e organizzative.

Creazione e delega

Per creare un sottodominio si aggiunge un record DNS, per esempio A, AAAA o CNAME, che lo indirizza a un servizio. Un record NS può delegare l’intera zona del sottodominio a un altro team o provider. In entrambi i casi, il servizio di destinazione deve essere configurato per riconoscere l’hostname: DNS corretto non basta se il web server non ha il virtual host o il certificato appropriato. Un sottodominio può quindi risolvere a un server attivo ma mostrare errore o contenuto predefinito.

Le organizzazioni usano sottodomini per separare www, posta, API, login, supporto, documentazione e ambienti di test. La separazione può facilitare gestione e routing, ma non crea automaticamente isolamento di sicurezza. Un’app vulnerabile su un sottodominio può avere impatti sul brand o sui cookie del dominio principale, a seconda di configurazioni e attributi. I cookie impostati sul dominio superiore possono essere inviati a più sottodomini; per sessioni sensibili è opportuno limitare scope e usare impostazioni adeguate.

Sottodomini e sicurezza

Ogni sottodominio deve avere un responsabile, uno scopo e una procedura di dismissione. Un record lasciato verso un servizio cloud non più attivo può creare un dangling DNS o subdomain takeover se un attaccante riesce a reclamare la risorsa presso il provider. Gli inventari DNS e i controlli periodici aiutano a identificare endpoint orfani. Un sottodominio dimenticato può anche mantenere certificati, contenuti o credenziali esposti. Quando un progetto termina, si rimuove o aggiorna il record e si verifica la destinazione.

I cookie, CORS, Content Security Policy e policy di autenticazione vanno valutati per ogni sottodominio. Usare un sottodominio non garantisce che il browser lo tratti come sito indipendente in tutti i contesti: registrable domain e same-site policy sono concetti tecnici differenti. Le configurazioni possono influenzare accesso, isolamento e tracciamento. Un team di sicurezza dovrebbe documentare quali servizi sono autorizzati a ricevere cookie e richieste cross-origin.

SEO e organizzazione

Dal punto di vista SEO, un sottodominio può essere trattato come parte della stessa organizzazione o come proprietà distinta a seconda dei sistemi e dei segnali. Non esiste una regola che renda sempre preferibile sottodominio o sottocartella. La scelta considera infrastruttura, governance, lingua, contenuti e facilità di manutenzione. Canonical, sitemap, link interni e Search Console devono essere configurati coerentemente. Spostare una sezione tra sottodominio e cartella è una migrazione che richiede redirect e monitoraggio.

In sintesi, un sottodominio è un hostname subordinato che consente di separare o organizzare servizi. La sua gestione coinvolge DNS, hosting, certificati, sicurezza e manutenzione. Una struttura chiara e un inventario aggiornato evitano endpoint orfani e configurazioni incoerenti.

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