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Verisign e ICANN citate in giudizio: nel mirino i prezzi dei domini .com

4 settembre 2026
Verisign e ICANN citate in giudizio: nel mirino i prezzi dei domini .com

Una nuova causa antitrust porta di nuovo sotto i riflettori il prezzo dei domini .com, cioe il costo wholesale che ogni registrar sostiene quando registra o rinnova un nome nel namespace piu importante del mercato. Secondo quanto riportato da Domain Name Wire, il ricorrente Jeff Kessler, registrante di sei domini .com, ha citato in giudizio Verisign e ICANN presso la United States District Court for the Central District of California.

La complaint, depositata il 4 settembre 2026, punta a rappresentare una classe nazionale di persone e aziende che hanno pagato rinnovi .com almeno dal 4 settembre 2022. La tesi e netta: gli accordi tra ICANN e Verisign avrebbero permesso al registry .com di mantenere un monopolio illegale e di applicare prezzi eccessivi. Sono accuse da verificare in giudizio, ma il tema e centrale per tutto l'ecosistema domini, perche il prezzo wholesale .com finisce dentro ogni rinnovo retail.

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Cosa contesta la class action

Il punto di partenza della causa e il contratto di registry per .com. La pagina ICANN dedicata all'accordo indica VeriSign, Inc. come operatore del TLD e riporta come data dell'accordo vigente il 1 dicembre 2024. La complaint sostiene che alcune clausole, in particolare quelle legate al rinnovo presuntivo del contratto e alla struttura dei prezzi, abbiano ridotto o eliminato la pressione competitiva sul registry.

Nel documento giudiziario il plaintiff afferma che Verisign applica attualmente un prezzo wholesale di 10,26 dollari per registrazione o rinnovo .com. Il ricorrente collega quel prezzo a una base installata enorme, superiore a 166 milioni di registrazioni .com secondo i dati citati nella complaint, e sostiene che i costi effettivi del registry sarebbero molto inferiori. Domain Name Wire riassume la richiesta principale: fermare la presunta condotta anticoncorrenziale e impedire l'applicazione di clausole che limiterebbero la capacita di ICANN di regolare i prezzi wholesale.

Il caso non riguarda il margine dei singoli registrar al dettaglio, che resta diverso da operatore a operatore. Riguarda il costo obbligato alla base della filiera. Un registrar puo scegliere prezzo, promozioni, servizi accessori e politiche commerciali, ma non puo evitare il costo di registry quando vende o rinnova un .com.

Perche il prezzo .com pesa su tutto il mercato

Il .com non e un TLD qualsiasi. E il riferimento principale per aziende, startup, investitori e utenti finali. Anche quando nuovi gTLD, ccTLD e domini alternativi crescono in nicchie specifiche, il .com rimane il benchmark per riconoscibilita, liquidita aftermarket e percezione di affidabilita. Per questo ogni variazione o contenzioso sul prezzo wholesale ha effetti molto piu ampi rispetto a un singolo listino.

Se il prezzo di base sale, una parte dell'aumento tende a passare ai registranti finali. Se invece un giudice dovesse imporre maggiore controllo o modifiche alle clausole contrattuali, il mercato potrebbe aprire una fase di incertezza su rinnovi, margini dei registrar, valutazioni di portafoglio e strategie di prezzo. Non significa che il valore dei domini premium dipenda meccanicamente da pochi dollari di rinnovo, ma per portafogli numerosi anche piccoli aumenti incidono sulla selezione dei nomi da mantenere.

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La causa arriva inoltre in un momento in cui il mercato sta osservando con attenzione sia la crescita dei registrar integrati in piattaforme piu ampie, sia il nuovo round ICANN dei gTLD. In teoria, l'espansione dei TLD dovrebbe aumentare le alternative. La complaint, pero, sostiene il contrario: per molti registranti il .com sarebbe ancora sostanzialmente insostituibile, soprattutto quando il dominio e gia usato per sito, email, brand e traffico diretto.

Il nodo ICANN

La presenza di ICANN tra i convenuti rende il caso piu delicato. ICANN non e un registry commerciale: e l'organizzazione privata non profit che coordina aspetti essenziali del DNS globale e gestisce il sistema degli accordi con registry e registrar. La causa sostiene che il rapporto contrattuale con Verisign avrebbe consentito al registry di conservare condizioni favorevoli, compresa la possibilita di mantenere il controllo del .com senza una gara competitiva periodica.

Dal punto di vista industriale, questo e il cuore del dibattito. Il .com e un'infrastruttura critica, ma e anche un prodotto venduto ogni giorno a milioni di utenti. Stabilire dove finisca la stabilita operativa e dove inizi un vantaggio economico non sufficientemente contendibile sara una questione centrale, se il procedimento superera le prime fasi processuali.

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Cosa deve osservare chi investe in domini

Per i domain investor il tema pratico e duplice. Da un lato, il rinnovo .com resta una variabile di costo da gestire con disciplina: portafogli molto ampi, nomi marginali e strategie basate su lunghi holding period sono piu sensibili a qualsiasi aumento. Dall'altro, il fatto che il .com sia al centro di una disputa antitrust conferma la sua forza economica: nessuno contesterebbe con questa intensita un asset percepito come secondario.

Nel breve periodo non cambia nulla per chi registra o rinnova domini. La causa e appena stata depositata, le accuse sono contestabili e Verisign e ICANN avranno modo di difendersi. Ma il procedimento crea un nuovo dossier da seguire, perche tocca le regole economiche del TLD che piu influenza prezzi, rinnovi, aftermarket e strategie di naming.

La lettura Webinvest

La causa contro Verisign e ICANN va letta meno come una notizia giudiziaria isolata e piu come un test sul modello economico del .com. Il punto non e soltanto stabilire se un prezzo sia alto o basso, ma capire se il meccanismo che lo produce e sufficientemente competitivo, trasparente e compatibile con il ruolo quasi infrastrutturale del namespace.

Per il mercato italiano dei domini il messaggio e pragmatico: il .com resta l'asset piu liquido e riconosciuto, ma i costi ricorrenti e il quadro regolatorio non sono dettagli amministrativi. Chi costruisce portafogli deve continuare a misurare qualita, probabilita di vendita e costo di rinnovo insieme. La disputa appena avviata non cambia il valore del .com oggi, ma puo diventare una delle storie regolatorie piu importanti da seguire nei prossimi mesi.

Fonti: Domain Name Wire; class action complaint; ICANN .com Registry Agreement

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