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Il mercato dei domini supera 411 milioni: crescita ampia, ma non uniforme

24 ottobre 2026
Il mercato dei domini supera 411 milioni: crescita ampia, ma non uniforme

Il terzo trimestre del 2026 si è chiuso con 411,6 milioni di registrazioni di domini distribuite tra tutte le estensioni di primo livello. La stima del Domain Name Industry Brief (DNIB), pubblicata il 22 ottobre, segna un aumento di 9,9 milioni rispetto a fine giugno, pari al 2,5%, e di 33 milioni su base annua, l’8,7%. La crescita c’è, ma il totale non descrive un mercato omogeneo: le famiglie di estensioni seguono ritmi e logiche differenti.

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.com e .net restano il blocco più grande

Il gruppo .com e .net contava 182,5 milioni di nomi a fine settembre, 3,4 milioni in più rispetto al trimestre precedente. L’incremento equivale all’1,9% sul trimestre e al 6,1% sull’anno. All’interno del totale, .com rappresentava 169,8 milioni e .net 12,6 milioni: le cifre sono arrotondate e per questo la somma può differire leggermente dal valore aggregato.

Dividendo 182,5 milioni per il totale di 411,6 milioni, si ottiene una quota di circa il 44%. È un calcolo indicativo sui valori pubblicati, utile a mostrare il peso ancora rilevante dei due domini storici, ma non misura da solo la loro forza commerciale: non dice quanti nomi siano attivi, usati da imprese, in vendita o mantenuti in portafoglio. Né il numero di registrazioni coincide con utenti o siti web distinti.

Nel trimestre sono state registrate 13,1 milioni di nuove iscrizioni .com e .net, contro 10,6 milioni nello stesso periodo del 2025. “Nuove registrazioni” è un flusso lordo, mentre l’aumento netto della base è la differenza dopo rinnovi mancati, cancellazioni e altri movimenti. Le due misure rispondono a domande diverse: la prima segnala l’attività di acquisizione, la seconda descrive quanto è cambiato lo stock complessivo.

I ccTLD crescono, con un peso crescente nel mix

I domini nazionali hanno raggiunto 151,4 milioni, in aumento di 2,8 milioni sul trimestre e di 6,6 milioni sull’anno. In termini percentuali, il DNIB indica rispettivamente +1,9% e +4,6%. Il gruppo comprende estensioni con regole, mercati e profili d’uso diversi; accostarle serve per leggere il segmento nel suo insieme, non per concludere che ogni singolo ccTLD stia crescendo allo stesso modo.

Tra i dieci ccTLD con la base maggiore al 30 settembre figurano .cn, .de, .uk, .ru, .nl, .br, .fr, .au, .in e .eu. L’ordine descrive la dimensione registrata e non una classifica di crescita o di valore per dominio. Per chi investe, un mercato ampio può offrire più liquidità potenziale, ma domanda locale, requisiti di presenza, costi, lingua e politiche del registro restano determinanti nel valutare una specifica estensione.

Il dato totale non è una previsione di domanda

Il totale di 411,6 milioni è una fotografia dello stock registrato alla fine del trimestre. Non prova che la domanda degli utenti finali sia aumentata nella stessa misura, né che ciascuna registrazione corrisponda a un progetto online duraturo. Un nome può essere registrato per protezione del marchio, investimento, test promozionale o uso temporaneo; la metrica aggregata non distingue queste finalità.

Conta anche la composizione. Sottraendo dai 411,6 milioni il blocco .com/.net e i ccTLD, resta una quota di circa 77,7 milioni attribuibile, per differenza, alle altre estensioni generiche legacy e ai nuovi gTLD. È una stima derivata dai tre aggregati e soggetta agli arrotondamenti: non va confusa con un valore pubblicato separatamente nel comunicato. Le diverse categorie possono avere livelli di rinnovo molto distanti e risultare più o meno sensibili a promozioni, scadenze e politiche dei registry.

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Come leggere il report DNIB

DNIB è sponsorizzato da Verisign, che gestisce i registri .com e .net. Questa relazione è trasparente e non invalida automaticamente il dato, ma è un elemento di contesto da tenere presente quando si interpreta un rapporto che comprende l’intero settore. La metodologia del report combina diverse fonti, fra cui ZookNIC, Verisign e dati CZDS per le categorie e le estensioni per cui sono disponibili.

Un confronto corretto richiede quindi di tenere separate le basi coperte e le definizioni. I registri possono pubblicare dati con calendari e livelli di dettaglio differenti; le stime globali sono utili per osservare direzione e composizione complessiva, mentre le decisioni su una singola estensione richiedono indicatori specifici, come rinnovi, cancellazioni, quota del registrar e distribuzione geografica.

La lettura Webinvest

Il nuovo massimo aggregato conferma un’espansione del sistema dei nomi, ma non consegna una scorciatoia per valutare un acquisto. Il segnale più utile è la combinazione di stock e flussi: i 411,6 milioni descrivono la base, il +8,7% annuo la sua variazione, mentre le 13,1 milioni di nuove iscrizioni .com/.net misurano un’attività lorda in un segmento specifico. Per investitori e operatori, la crescita merita attenzione solo quando è accompagnata da rinnovi sostenibili e domanda osservabile; una registrazione in più non equivale automaticamente a un cliente o a un dominio liquido.

Fonte: Verisign / DNIB, dati sulle registrazioni globali nel terzo trimestre 2026. DNIB è sponsorizzato da Verisign; cifre e variazioni riportate sono quelle del comunicato ufficiale.

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