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GoDaddy, l’aftermarket accelera del 10%: il peso dei grandi deal

30 ottobre 2026
GoDaddy, l’aftermarket accelera del 10%: il peso dei grandi deal

Nel terzo trimestre 2026 GoDaddy ha registrato un’accelerazione nell’aftermarket dei domini: i ricavi di questa attività sono cresciuti del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante il confronto con un trimestre 2025 già forte. La società ha attribuito il risultato soprattutto a un numero elevato di transazioni di grande importo. Il dato spicca in un bilancio in cui il segmento Core Platform, che comprende i domini, è avanzato complessivamente del 4%.

Il risultato racconta una parte del mercato più vivace, ma non basta per concludere che l’intero aftermarket sia entrato in una nuova fase di crescita: GoDaddy non ha pubblicato in questo aggiornamento il fatturato assoluto della divisione né la distribuzione delle vendite per fascia di prezzo.

La crescita si concentra sulle transazioni maggiori

Secondo l’analisi di Domain Name Wire sui risultati trimestrali, l’aftermarket ha superato del 10% il livello del terzo trimestre 2025. Durante la conference call, il management ha indicato che le transazioni di importo elevato hanno contribuito in modo significativo. È un elemento utile per interpretare la percentuale: una manciata di operazioni importanti può spostare il totale trimestrale senza implicare che siano aumentati nella stessa misura il numero di compratori o la domanda per i domini di fascia media.

GoDaddy aveva già segnalato, dopo il secondo trimestre, che il confronto sarebbe stato impegnativo: nel Q3 2025 l’aftermarket aveva beneficiato di una base particolarmente alta. Crescere ancora in questo scenario è un risultato positivo per la piattaforma, ma la composizione del dato invita alla cautela. Senza il valore assoluto dei ricavi, il volume di transazioni e una suddivisione per prezzo, non è possibile stimare quanto abbiano pesato i singoli grandi deal.

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Aftermarket e registrazioni primarie non sono la stessa cosa

Nel trimestre i ricavi dei domini primari sono aumentati del 6%, mentre il Core Platform — che include il business dei domini insieme ad altri servizi — è salito del 4%. I ricavi consolidati hanno raggiunto 1,34 miliardi di dollari, in aumento del 6%; Applications & Commerce ha registrato una crescita del 9%. Queste cifre descrivono attività diverse e non vanno sommate o scambiate per una misura del mercato secondario: l’aftermarket comprende servizi e transazioni di rivendita, mentre i ricavi primari riguardano la vendita di registrazioni e rinnovi.

La distinzione è rilevante anche per chi investe in nomi a dominio. Una crescita del marketplace può riflettere più compravendite, prezzi medi più alti oppure una concentrazione di grandi operazioni. Il dato del trimestre conferma che le transazioni importanti possono sostenere il risultato del canale, ma non chiarisce quale di questi fattori abbia prevalso. GoDaddy non ha fornito una serie di indicatori che consenta di separare volume, valore medio e mix dei compratori.

Un segnale per il canale, non una misura universale

I risultati di un singolo operatore sono un indicatore parziale. GoDaddy è un marketplace di grande scala e il suo andamento interessa venditori che usano Afternic e gli altri canali collegati, ma la performance non equivale a una statistica dell’intero settore. Altri marketplace possono avere composizione, clientela, criteri di rendicontazione e stagionalità differenti.

Per gli investitori la lettura più prudente è quindi operativa: il canale aftermarket ha contribuito alla crescita del trimestre e le operazioni di maggiore valore hanno avuto un ruolo visibile. Per capire se il progresso si allargherà alla base dei venditori, serviranno conferme nei prossimi trimestri e metriche più granulari, in particolare ricavi assoluti, numero di transazioni e andamento delle fasce di prezzo. Anche l’evoluzione dei ricavi da domini primari resta un riferimento utile per valutare la salute complessiva del comparto, pur misurando una domanda differente.

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La lettura Webinvest

Il +10% dell’aftermarket GoDaddy è un segnale concreto di tenuta del canale, soprattutto perché arriva su un confronto annuale difficile. La concentrazione del contributo in transazioni grandi, però, rende prematuro leggerlo come una ripresa generalizzata dei prezzi o della domanda. Per i domain investor conta osservare se nei prossimi aggiornamenti la crescita si accompagni a più operazioni e a una distribuzione meno dipendente dai deal eccezionali. Per ora il dato dice che il mercato secondario ha aiutato GoDaddy; non dice ancora quanto sia cresciuto il mercato nel suo complesso.

Fonte: Domain Name Wire, “Aftermarket propels GoDaddy in Q3”.

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