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Rinnovi, 365i rileva aumenti su 316 estensioni: .movie sale di 60 sterline

2 novembre 2026
Rinnovi, 365i rileva aumenti su 316 estensioni: .movie sale di 60 sterline

Il 1° novembre è entrato in vigore un nuovo listino di rinnovi per centinaia di estensioni, ma l’impatto non si esaurisce nel rincaro del .com. L’analisi pubblicata da 365i, registrar britannico, confronta i prezzi annuali presenti nel proprio catalogo per 461 TLD: 316 risultano aumentati, 143 invariati e due nuove estensioni sono state aggiunte.

Il dato va letto per quello che è: una fotografia dei prezzi retail praticati da un singolo operatore, in sterline e al netto dell’IVA. Non è una rilevazione completa di tutti i registrar né un prospetto dei prezzi wholesale fissati dai registri. È però utile per osservare quanto i costi di rinnovo possano divergere tra estensioni e quanto il prezzo promozionale iniziale dica poco sul costo pluriennale di un portafoglio.

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Il rincaro mediano è di quattro sterline

Nel campione di 365i, l’aumento mediano è pari a 4 sterline l’anno, circa l’11,4%. La mediana aiuta a descrivere il movimento tipico senza lasciare che pochi salti eccezionali dominino il quadro. La distribuzione, infatti, è disomogenea: accanto a variazioni limitate compaiono estensioni per cui la tariffa annuale cresce di decine di sterline.

La società conta 316 aumenti su 461 estensioni presenti nella lista. Altre 143 sono rimaste allo stesso livello e due – .asia e .sh – sono state aggiunte alla comparazione. Questi numeri descrivono il catalogo confrontato, non il totale dei TLD esistenti o delle registrazioni globali. Inoltre, per un portafoglio reale il prezzo medio dipende dalla composizione: pochi rinnovi costosi possono incidere più di molti domini a tariffa bassa.

.movie, .memorial e .navy tra gli aumenti più marcati

Tra i casi evidenziati da 365i, .movie sale da 219,99 a 279,99 sterline all’anno, un incremento di 60 sterline. Per .memorial la tariffa passa da 38,99 a 91,99 sterline, mentre .navy aumenta da 37,99 a 76,99: in entrambi i casi il prezzo più che raddoppia. Il listino segnala inoltre variazioni rilevanti per .viajes, .events, .legal e .wine.

Nel riepilogo, 214 dei 316 aumenti sono associati a estensioni gestite da Identity Digital. È un elemento che concentra l’attenzione su un singolo gruppo di registry, ma non autorizza a dedurre che tutti i suoi TLD abbiano subito la stessa percentuale di rialzo: i prezzi partono da basi diverse e il singolo listino mostra tariffe retail, che possono includere scelte commerciali del registrar.

Il .com cresce meno, ma pesa su più portafogli

Il confronto include anche il .com: il prezzo wholesale di Verisign è passato da 10,26 a 10,97 dollari l’anno dal 1° novembre, mentre 365i riporta per il proprio listino un passaggio da 15,49 a 15,99 sterline. La variazione assoluta appare più contenuta di quella di alcuni nuovi gTLD, ma il .com ha una base di titolari molto più ampia. Per questo la sua incidenza complessiva può essere significativa anche quando la differenza per singolo dominio è modesta.

La distinzione tra registro e registrar è essenziale. Il primo stabilisce il costo wholesale previsto per i registrar; il secondo determina il prezzo al cliente, che può variare per valuta, imposte, promozioni e condizioni di rinnovo. Il listino di 365i permette di confrontare il suo costo annuale corrente, non di stabilire che ogni cliente di ogni provider pagherà la stessa cifra. Per il .com, inoltre, il contratto lascia spazio a futuri aumenti entro limiti e finestre definite, ma ciò non equivale alla certezza che si verifichino.

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La lettura Webinvest

Per chi gestisce un portafoglio, la notizia operativa non è che “tutti i domini costano di più”, ma che il costo di mantenimento va ricontrollato estensione per estensione. Un aumento percentuale elevato su una piccola base può restare gestibile; un rincaro più piccolo applicato a molti rinnovi può invece incidere sul budget annuale. Conviene quindi ricalcolare il costo a regime, distinguere i rinnovi dai prezzi di primo anno e verificare il listino del proprio registrar prima della scadenza.

I dati disponibili non consentono di stimare quanto aumenterà la spesa dell’intero mercato: mancano i volumi dei domini detenuti dai clienti di 365i per ciascuna estensione e un confronto uniforme con altri operatori. La tabella di variazioni segnala dove controllare, non misura da sola la domanda né la redditività dei TLD. Nei prossimi mesi, i listini degli altri registrar e le comunicazioni dei registry chiariranno quanto di questi aumenti si trasferirà al resto del mercato.

Fonte: 365i, “Domain Price Increases 2026: Who Raised Them”.

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