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Classifica registrar .com: Squarespace supera 9 milioni, Namecheap cresce piu di tutti

30 giugno 2026
Classifica registrar .com: Squarespace supera 9 milioni, Namecheap cresce piu di tutti

La fotografia dei registrar .com aggiornata a febbraio 2026 conferma una regola nota del mercato dei domini: la leadership si muove lentamente, ma sotto la superficie gli spostamenti sono significativi. Secondo l’analisi pubblicata da Domain Name Wire sui dati ufficiali ICANN/Verisign, GoDaddy resta nettamente il primo operatore per domini .com gestiti, mentre Namecheap, Hostinger, Cloudflare e Squarespace sono tra i nomi che stanno guadagnando più terreno.

Il dato va letto con una cautela importante: le statistiche sono pubblicate con circa tre mesi di ritardo e fotografano febbraio 2026. Non sono quindi un indicatore in tempo reale delle campagne commerciali in corso, ma restano uno dei riferimenti più utili per capire dove si stanno spostando registrazioni, rinnovi e trasferimenti nel namespace più importante per il domain investing.

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GoDaddy resta primo, ma la crescita è altrove

Nel totale dei domini .com gestiti, GoDaddy rimane largamente davanti con oltre 52,5 milioni di nomi. È un vantaggio enorme, costruito su anni di acquisizioni, base clienti retail, servizi collegati e presenza nell’aftermarket. Subito dietro troviamo Namecheap con quasi 13 milioni di .com, Newfold Digital con oltre 10,5 milioni, Tucows con circa 9,6 milioni e Squarespace, che supera la soglia dei 9 milioni.

La soglia raggiunta da Squarespace è interessante perché conferma l’impatto dell’integrazione degli asset Google Domains. Per molti registranti non professionali il dominio è sempre più spesso un componente di un pacchetto più ampio: sito, email, presenza online e strumenti di gestione. Questo non cancella il valore dei registrar specializzati, ma mostra come il mercato retail possa essere trainato anche da piattaforme che vendono il dominio come parte di un percorso di pubblicazione.

Guardando alle nuove registrazioni di febbraio, GoDaddy è ancora primo con oltre 639.000 nuovi .com, seguito da Namecheap con oltre 467.000. Squarespace e Hostinger superano entrambi quota 200.000, mentre Cloudflare, Tucows, IONOS, Dynadot e Wix restano tra gli operatori più visibili. Per gli investitori, questo insieme di nomi racconta una competizione che non è più solo tra registrar tradizionali: prezzo, esperienza utente, bundle hosting e strumenti per creator pesano sempre di più.

Namecheap, Hostinger e Cloudflare spingono sui volumi

La classifica della crescita annuale è forse ancora più utile del ranking assoluto. Namecheap guida il gruppo con quasi 2 milioni di .com netti in più su base annua. Hostinger aggiunge oltre 1,2 milioni, Cloudflare supera 1 milione di incremento, mentre Gname, Squarespace, Unstoppable Domains, Dynadot, IONOS e Porkbun compaiono tra i maggiori beneficiari del periodo.

Questi numeri suggeriscono due dinamiche parallele. Da una parte c’è la forza dei registrar percepiti come convenienti o tecnicamente efficienti, soprattutto per utenti che gestiscono più domini. Dall’altra c’è la crescita di piattaforme che trasformano la registrazione in un passaggio integrato dentro hosting, siti web, sicurezza o identità digitale. Il confine tra registrar, hosting provider e piattaforma SaaS continua quindi a diventare meno netto.

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Perché questi dati contano per chi investe in domini

Per un domain investor, le classifiche dei registrar non sono soltanto una curiosità industriale. Aiutano a capire dove si concentrano registrazioni speculative, portafogli piccoli, clienti retail e potenziali acquirenti finali. Un registrar che cresce molto nei .com può diventare più rilevante per pricing, trasferimenti, promozioni, aste di domini scaduti, integrazioni marketplace e strumenti di gestione massiva.

Il rovescio della medaglia è la pressione competitiva sui margini. Se una parte rilevante della crescita arriva da prezzi aggressivi, promozioni o bundle, il mercato può generare molti domini registrati per testare idee, campagne o progetti AI, ma non tutti verranno rinnovati. Questo rende ancora più importante osservare i dati successivi, perché la qualità della crescita si misura soprattutto nei rinnovi e nei trasferimenti in uscita.

Anche i cali meritano attenzione. Domain Name Wire segnala tra i maggiori arretramenti annuali Newfold Digital, Tucows, GoDaddy e TurnCommerce. In alcuni casi si tratta di gruppi molto grandi, quindi la perdita percentuale può essere meno drammatica di quanto sembri in valore assoluto. Tuttavia, il dato conferma che il .com non è statico: portafogli, canali di acquisizione e preferenze dei registranti si spostano gradualmente verso operatori percepiti come più semplici, economici o coerenti con il progetto online dell’utente.

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La lettura Webinvest

Il segnale principale non è che GoDaddy stia perdendo il controllo del .com: il suo vantaggio resta enorme. Il punto è che la crescita marginale, quella che anticipa le abitudini dei prossimi anni, sembra distribuirsi tra operatori con proposte molto diverse: Namecheap per prezzo e brand tra gli utenti evoluti, Hostinger per l’integrazione hosting, Cloudflare per l’approccio tecnico, Squarespace per il pacchetto sito-dominio e Dynadot/Porkbun per una base più vicina agli investitori.

Per chi compra e vende domini, conviene seguire questi spostamenti senza trasformarli in una previsione automatica sui prezzi. Un registrar in crescita può aumentare la liquidità, migliorare gli strumenti o portare più acquirenti finali in un ecosistema. Ma può anche generare più registrazioni difensive o sperimentali destinate a scadere. La metrica da osservare nei prossimi mesi sarà quindi la combinazione tra nuovi .com, rinnovi effettivi e trasferimenti: è lì che si capisce se la crescita è strutturale o soltanto promozionale.

Fonte: Domain Name Wire

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