WEBINVEST.IT

ICANN affida a PwC i controlli sui candidati al round gTLD 2026

19 ottobre 2026
ICANN affida a PwC i controlli sui candidati al round gTLD 2026

ICANN ha scelto PwC Advisory Services LLC per svolgere i controlli di background sui candidati del round 2026 dei nuovi domini generici di primo livello. L’accordo è stato annunciato il 15 ottobre e chiude una selezione competitiva avviata nel novembre 2025. La verifica è una componente obbligatoria della valutazione: serve a stabilire se i soggetti che chiedono di gestire una nuova estensione soddisfino i criteri di idoneità previsti dal programma.

Leggi anche: ICANN svela 1.615 domande gTLD: ora il round entra nella fase selettiva

Una verifica che riguarda organizzazioni e persone

La selezione di PwC rende noto chi eseguirà questo passaggio, ma non modifica i criteri fissati nella guida per i candidati. Il processo riguarda l’entità che presenta la domanda e le persone indicate nella sua struttura: dirigenti, amministratori, soci rilevanti e soggetti che esercitano il controllo ultimo. ICANN può esaminare informazioni societarie e registri pubblici attraverso il fornitore, mentre i dati personali raccolti per la verifica non vengono pubblicati integralmente.

Il programma richiede che il richiedente sia un’entità legale stabilita e in regola nella propria giurisdizione. Il controllo considera inoltre precedenti che possono incidere sull’idoneità, come condanne per frode o reati finanziari, provvedimenti disciplinari per disonestà o uso improprio di fondi, evasione fiscale intenzionale e alcuni reati informatici o violenti. Sono criteri stabiliti nella sezione 6.1 dell’Applicant Guidebook 2026; l’annuncio della scelta del fornitore non introduce nuove soglie.

Il cybersquatting entra esplicitamente nello screening

Un elemento particolarmente vicino al settore dei domini è la valutazione di condotte sistematiche o ripetute di cybersquatting. La guida richiama decisioni nell’ambito della UDRP, dell’Anti-cybersquatting Consumer Protection Act statunitense o di normative equivalenti. Come indicatore generale di ripetizione, il testo considera tre o più decisioni, di cui almeno una negli ultimi quattro anni.

La regola non stabilisce che ogni controversia o decisione isolata comporti automaticamente l’esclusione. Il criterio è formulato attorno a comportamenti ripetuti e alla valutazione complessiva delle informazioni. Nelle domande, inoltre, i candidati devono dichiarare se l’entità e le persone coinvolte siano state interessate da decisioni relative a cybersquatting, usi abusivi dei nomi o violazioni connesse ai domini. Il perimetro può comprendere anche soggetti o attività precedenti sui quali le persone nominate avevano proprietà o controllo.

Leggi anche: Nuovi gTLD 2026: obiezioni e appelli diventano una fase da preparare prima

Chiarimenti e riservatezza nella fase di valutazione

Se l’esame individua aspetti da chiarire, ICANN o il fornitore possono chiedere informazioni aggiuntive. La guida invita il candidato a rispondere rapidamente e fissa in generale un termine massimo di 21 giorni per i chiarimenti richiesti. È previsto anche un percorso di valutazione estesa per chi non supera inizialmente lo screening: l’aspirante può presentare elementi ulteriori, ma deve rispettare i termini e soddisfare i criteri applicabili.

La procedura combina quindi trasparenza sui soggetti che partecipano al round e riservatezza sulle informazioni personali e investigative. I nomi e i ruoli indicati nella domanda saranno pubblici; i dettagli raccolti per lo screening e pertinenti ai criteri non vengono invece divulgati da ICANN. Le informazioni possono variare in funzione della disponibilità dei registri e delle leggi locali sulla protezione dei dati. Le organizzazioni devono anche assicurarsi di poter condividere legittimamente i dati personali inclusi nella domanda e, se richiesto, dimostrare di aver acquisito consensi o autorizzazioni necessarie.

Che cosa significa per i progetti di registro

Per gli aspiranti operatori, il controllo è distinto dalla valutazione finanziaria e operativa, dalla verifica tecnica del registry service provider e dall’esame della stringa richiesta. Superare uno di questi passaggi non garantisce l’esito degli altri: la domanda attraversa più verifiche e ICANN può negare l’avanzamento anche a un candidato altrimenti qualificato sulla base degli esiti del background screening.

Per chi segue le estensioni come investitore o registrar, questo significa che il numero di domande pubblicate non equivale al numero di nuovi TLD che arriveranno effettivamente alla delega. Prima restano valutazioni sul richiedente, sulla capacità di sostenere e gestire il registry e sulla stringa; per le estensioni contese si aggiungono inoltre procedure di risoluzione. La scelta di PwC è un passaggio organizzativo della macchina di valutazione, non un’approvazione anticipata dei candidati né una previsione su quali stringhe saranno lanciate.

La lettura Webinvest

La notizia conta perché chiarisce chi applicherà uno dei filtri di idoneità del round e ricorda che la governance di un’estensione riguarda anche chi la gestisce, non soltanto la sua attrattività commerciale. L’inclusione esplicita dei precedenti ripetuti di cybersquatting porta nel processo gTLD un criterio che tocca direttamente la reputazione dei soggetti del settore dei nomi a dominio.

Per gli operatori che preparano più candidature, la due diligence societaria e sulle persone chiave va considerata insieme ai requisiti finanziari, tecnici e di conformità. Per il mercato, la cautela resta la stessa: leggere le domande come proposte ancora soggette a valutazione e attendere gli esiti ufficiali prima di attribuire valore commerciale a una futura estensione.

Fonte: ICANN, annuncio della scelta di PwC come fornitore dei controlli di background per il round 2026.

← Tutte le news